Zuliani Vivai Piante
Stanza della Scultura


Francesco Zero

La ricerca del movimento
La scelta della cera
La danza
Le mostre
Le domande


La ricerca del movimento

Francesco ZeroLo sviluppo architettonico degli ultimi lavori affronta il contrasto evidente tra linee curve e linee rette.

L’inserimento di linee rigide, rappresentate nelle opere di danza dalla barra di appoggio, concede forte risalto alla linea curva affinché il movimento riacquisti decisamente il ruolo di protagonista assoluto.

La sfida contro i baricentri si aggiunge al costante obiettivo di eliminare ogni piccolo elemento di staticità.


La scelta della cera

Malleabile, docile, a volte rude. Da scolpire e da modellare. Immediata nella reazione al caldo, che la rende morbida, e immediata nella reazione al freddo che la irrobustisce e la immobilizza.

E’ di colore rosso quella preparata dal mio fonditore e interagisce con me ad ogni mia azione; risponde con i suoi chiaro-scuri e reagisce con la sua disponibilità e le sue resistenze.

Quando la figura è completata la reazione al movimento che le impongo è come quella di un corpo pulsante, vivo. Ogni piega, ogni sforzo, ogni gonfiore, ogni frattura che le infliggo è tanto umana e vera da sorprendermi sempre e da rendermi felice ogni volta e ..ancora ogni volta.

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La danza

Fuori da ogni schema di equilibrio costante.

Pulsante anche nell’attimo del fermo assoluto. Tendente ad elevarsi nella ricerca del salto più lungo, più acrobatico, più improbabile.

Vicino al surrealismo della mancata attrazione terrestre.

Movimento voluto, cercato nel disegno della figura, irreale nella passione, drammatico nella gioia. Più vicino al volo dell’uomo.

Più evidente della liberazione, più liberatorio di un pensiero felice.

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Le mostre

Durante il periodo delle esposizioni amo essere presente personalmente per cogliere completamente il vero frutto dell’occasione: il contatto con il pubblico che ama soffermarsi, capire e domandare. E’ così raro incontrare l’autore nel suo momento di verità. Invidio con tutte le mie forze chi ha potuto parlare con Gustav Klimt, con Picasso, con Egon Schiele, con Giacometti , con il proprio artista preferito insomma. Avere fino in fondo la comprensione dei significati, dei retroscena, delle motivazioni sulla nascita di un’opera. Niente filtri, niente interpretazioni, niente falsità volute e non.

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Le domande

Perché le figure sono nude? Perché sembrano tutte asessuate? Perché le mani sono sempre aperte?

Perché sono membra nobili, nobili per un movimento che non può essere mascherato o confuso, perché il sangue non è nobile per nascita. Per tornare indietro nel tempo. Alla creazione del corpo, alla incontaminazione assoluta.

Il sesso è nella testa e nella posizione.

Le mani sono reti nel tempo e nello spazio.

Vado a scavare ogni volta nelle mie sensazioni ad ogni domanda. Continuando a scoprire sempre nuove considerazioni e nuove ispirazioni…. che nascono dal contatto con chi incalza , con chi , non soddisfatto della risposta costringe a ritornare dentro, a meditare ancora una volta, a verificare ad immedesimarmi nuovamente nei primi momenti di ricerca, di espressione; di liberazione?…fino a proiettarmi più avanti con l’elastico della partecipazione, della convinzione, dell’entusiasmo.

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