| La
ricerca del movimento
La scelta della cera
La
danza
Le mostre
Le domande
La
ricerca del movimento
Lo
sviluppo architettonico degli ultimi lavori affronta
il contrasto evidente tra linee curve e linee
rette.
L’inserimento di linee rigide, rappresentate
nelle opere di danza dalla barra di appoggio,
concede forte risalto alla linea curva affinché
il movimento riacquisti decisamente il ruolo di
protagonista assoluto.
La sfida contro i baricentri si aggiunge al costante
obiettivo di eliminare ogni piccolo elemento di
staticità.
La
scelta della cera
Malleabile, docile, a volte rude. Da scolpire
e da modellare. Immediata nella reazione al caldo,
che la rende morbida, e immediata nella reazione
al freddo che la irrobustisce e la immobilizza.
E’ di colore rosso quella preparata dal
mio fonditore e interagisce con me ad ogni mia
azione; risponde con i suoi chiaro-scuri e reagisce
con la sua disponibilità e le sue resistenze.
Quando la figura è completata la reazione
al movimento che le impongo è come quella
di un corpo pulsante, vivo. Ogni piega, ogni sforzo,
ogni gonfiore, ogni frattura che le infliggo è
tanto umana e vera da sorprendermi sempre e da
rendermi felice ogni volta e ..ancora ogni volta.

La
danza
Fuori da ogni schema di equilibrio costante.
Pulsante anche nell’attimo del fermo assoluto.
Tendente ad elevarsi nella ricerca del salto più
lungo, più acrobatico, più improbabile.
Vicino al surrealismo della mancata attrazione
terrestre.
Movimento voluto, cercato nel disegno della figura,
irreale nella passione, drammatico nella gioia.
Più vicino al volo dell’uomo.
Più evidente della liberazione, più
liberatorio di un pensiero felice.

Le
mostre
Durante il periodo delle esposizioni amo essere
presente personalmente per cogliere completamente
il vero frutto dell’occasione: il contatto
con il pubblico che ama soffermarsi, capire e
domandare. E’ così raro incontrare
l’autore nel suo momento di verità.
Invidio con tutte le mie forze chi ha potuto parlare
con Gustav Klimt, con Picasso, con Egon Schiele,
con Giacometti , con il proprio artista preferito
insomma. Avere fino in fondo la comprensione dei
significati, dei retroscena, delle motivazioni
sulla nascita di un’opera. Niente filtri,
niente interpretazioni, niente falsità
volute e non.

Le
domande
Perché le figure sono nude? Perché
sembrano tutte asessuate? Perché le mani
sono sempre aperte?
Perché sono membra nobili, nobili per
un movimento che non può essere mascherato
o confuso, perché il sangue non è
nobile per nascita. Per tornare indietro nel tempo.
Alla creazione del corpo, alla incontaminazione
assoluta.
Il sesso è nella testa e nella posizione.
Le mani sono reti nel tempo e nello spazio.
Vado a scavare ogni volta nelle mie sensazioni
ad ogni domanda. Continuando a scoprire sempre
nuove considerazioni e nuove ispirazioni….
che nascono dal contatto con chi incalza , con
chi , non soddisfatto della risposta costringe
a ritornare dentro, a meditare ancora una volta,
a verificare ad immedesimarmi nuovamente nei primi
momenti di ricerca, di espressione; di liberazione?…fino
a proiettarmi più avanti con l’elastico
della partecipazione, della convinzione, dell’entusiasmo.
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