PARCO
SCENOGRAFICO NATURALE
Il parco
scenografico naturale, come suggerisce il nome,
è un’area naturalistica ricca di valore
paesaggistico intrinseco. L’intervento umano in
questi casi si limita a sottolineare le qualità
proprie del luogo per mezzo della creazione di punti
di vista che spesso prendono la forma del padiglione
e talvolta della pagoda relativa al tempio (esclusivamente
buddista). Tale categoria di giardino infatti viene
definita anche col sinonimo di “parco del tempio”.
Una caratteristica peculiare del parco scenografico
naturale, a differenza del parco imperiale e del giardino
privato, è quella di essere aperto al pubblico.
In pratica sarebbe l’equivalente cinese del parco
naturalistico occidentale (o eventualmente del cosiddetto
parco nazionale). Ma rispetto a questo trova le proprie
ragioni d’esistere non tanto nella preservazione
scientifica di determinati elementi naturalistici,
bensì per evidenziare la bellezza paesaggistica
dei luoghi naturali. E’ questo uno dei
punti più rivelatori della tradizionale diversità
culturale dell’Estremo Oriente rispetto all’Occidente.
Il paradosso teorico è che volendo fissare la
natura allo stato originale l’Occidente vi impone
una volontà umana limitativa; viceversa, l’Oriente
pare ignorare la sopravvivenza della natura, ma in effetti
vi si adegua, compone fattore umano e luogo naturale
in un suo equilibrio (evolutivo) spontaneo: l’uomo
si trova a far parte della natura, invece che esserne
escluso e intrinsecamente classificato come fattore
di pericolo.
Di solito
il parco scenografico naturale si forma lentamente nel
tempo, attraverso una progressiva aggiunta di elementi.
La sua origine tipicamente è di due generi: può
dipendere dall’esistenza di un tempio, di solito
costruito in luoghi pregevoli, dove la bellezza della
natura è fattore di ispirazione filosofica e
favorisce il distacco dalle cose contingenti, ovvero
tende a liberare l’uomo dalle mere occupazioni
mortali; oppure è il frutto dell’esperienza
di un uomo eccezionale, spesso un poeta o un pittore,
che ha scoperto un luogo prezioso e l’ha reso
protagonista della sua creazione artistica (nell’ambito
della quale spesso viene costruita la topologia
spirituale - una simbologia mitica - di quel
luogo, tale che possa essere riconosciuta e apprezzata
dai visitatori).
Soprattutto nel secondo caso può capitare allora
che il parco scenografico naturale si formi seguendo
letteralmente le “indicazioni” di colui
che l’ha scoperto. Allora le parole del poeta
esprimono ogni punto significativo, ogni veduta panoramica,
e sono sovente impresse su una roccia o sui cartigli
di qualche padiglione. La storia cinese è prodiga
di casi in cui i parchi scenografici naturali divenivano
celeberrimi luoghi di attrazione popolare (meta turistica
ante litteram) dove i visitatori potevano aggirarsi
in quei luoghi incantevoli seguendo una serie di “stazioni”,
come un pellegrinaggio che toccava un prefissato numero
di scenari diversi uno dall’altro
e tutti spettacolari e irrinunciabili.
Anzi, spesso un parco scenografico naturale era celebrato
proprio in funzione e per il numero dei suoi scenari:
tra i più famosi c’erano il Lago Occidentale
di Hangzhou (Xi Hu) che ne offriva dieci, mentre a Yangzhou
il Lago Sottile dell’Ovest ne contava ventiquattro
e ben sessanta erano quelli della Valle del Vecchio
Pazzo di Wuxi.
In ogni caso
era la natura stessa dei luoghi ad ispirare la forma
del parco. Una montagna particolare, una roccia suggestiva,
una sorgente o una grotta, un lago o una gola attraversata
da un fiume, una cascata, una bella valle: tutto ciò
che era notevole e raro poteva fornire il pretesto per
fissare un punto di ispirazione. E
questi punti erano pertinenti al dominio dell’architettura
(nelle forme del padiglione, della loggia, della pagoda,
o anche solo di uno spiazzo panoramico disegnato da
una pavimentazione e “battezzato” da un
nome o un verso poetico), come a voler rappresentare
la dimora del rapporto tra umano e naturale.
Talvolta erano anche la tomba di un grand’uomo
o il tempio celebrativo di un eroe a fissare dei punti
strutturanti del parco scenografico naturale (nel Lago
Occidentale di Hangzhou per esempio si trova la tomba
di Yue Fei, personaggio vissuto durante la dinastia
Song).
Uno dei primi
parchi scenografici naturali di cui si abbia una documentazione
storica era noto come Area Panoramica del Fiume Serpeggiante
(Qu Jiang) e sorgeva non lontano dalla capitale Xi'an.
Risalente alla dinastia Tang, era un parco famoso perché
i suoi incantevoli scenari attraevano anche numerosi
visitatori di alto grado, incluso l’imperatore.
Tra gli esempi più significativi ancora oggi
esistenti vi è presso Pechino il parco del Tempio
Tan Zhe, un articolato complesso di antichi edifici
che si distribuiscono lungo le pendici di un monte ricoperto
di magnifiche foreste, percorso da ruscelli naturali
e dotato di pregevoli punti panoramici sulla pianura
circostante.
Un altro esempio è il Lago dell’Illuminazione,
presso Jinan, alimentato da innumerevoli sorgenti e
circondato da edifici antichi, diversi dei quali dotati
di loro giardini. Questo parco è descritto dai
poeti di varie dinastie come impareggiabile luogo d’incanto,
ricco di punti panoramici.
Vi è naturalmente il Lago Occidentale di Hangzhou,
rinomato parco di antichissime origini, in cui si rispecchiano
su tre lati dei monti ricoperti da boschi tra i quali
svettano alcune pagode, mentre all’interno del
lago vi sono incantevoli isole e “passeggiate
sull’acqua”. Celeberrimo il ciclo pittorico
di Ma Yuan, di epoca Song, che rappresenta appunto le
Dieci vedute del Lago Occidentale, ma sono molte di
più le attrattive per cui questo parco è
famoso, anzi è celebre il detto: “in alto
il Paradiso, in basso Hangzhou”.
La Montagna delle Cinque Sorgenti, presso Lanzhou, è
un altro parco ricco di templi e percorso da tranquille
valli e da suggestive gole in cui zampillano appunto
le celebri sorgenti. Anche questo parco è ricco
di vedute panoramiche.
Presso Yangzhou vi è il Sottile Lago dell’Ovest,
un altro parco di grande suggestione, celebrato dai
poeti per i suoi ventiquattro scenari. Il panorama intorno
al lago è punteggiato di edifici interessanti,
tra i quali spicca un originale ponte coronato da cinque
padiglioni e una pagoda bianca a stupa (dagoba).
g.z.
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