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LA
RIDUZIONE DELL'INQUINAMENTO
Una delle più significative funzioni di miglioramento della
qualità della vita, le piante la realizzano riducendo gli
effetti dell'inquinamento atmosferico.
Ciò avviene attraverso l'ossigenazione
dell'aria e, in particolare, per l'assorbimento
dell'anidride carbonica, essendo entrambe queste funzioni
connesse al processo di fotosintesi
clorofilliana.
L'aumento di concentrazione dell'anidride carbonica nell'aria
viene ritenuto responsabile del cosiddetto effetto serra.
Ovvero l'innalzamento della temperatura media del pianeta,
dalla quale derivano vari danni ambientali correlati: lo squilibrio
climatologico, la desertificazione del territorio, lo scioglimento
dei ghiacci, la diminuzione delle riserve idriche, l'innalzamento
del livello dei mari, e così via.
Oltre all'anidride carbonica, le piante assorbono e metabolizzano
anche un certo quantitativo di altri agenti inquinanti pericolosi
prodotti dall'attività umana, soprattutto l'anidride solforosa
e gli ossidi di azoto.
Mentre altre sostanze dannose, costituite essenzialmente
da particelle in sospensione nell'aria (polveri, ceneri, fumo),
vengono intercettate e trattenute dall'apparato fogliare,
ed eventualmente scaricate a terra dalle piogge che lavano
le foglie stesse.
Quest'ultima funzione, apparentemente secondaria, ha invece
un'enorme importanza, se consideriamo la pericolosità raggiunta
dal livello di concentrazione delle polveri di combustione
nei centri urbani, soprattutto in periodi di prolungata alta
pressione atmosferica e della conseguente scarsità di piogge.
Così appare ovvio che una adeguata quantità di sistemi vegetali
attivi (vasti parchi pubblici, strade alberate e una capillare
presenza di giardini privati) potrebbe sensibilmente migliorare
la situazione soprattutto nei periodi critici.
Infatti se la presenza vegetale è residua rispetto agli altri
componenti del sistema urbano (edilizia abitativa e industriale,
infrastrutture viarie, eccetera), l'eccesso di fonti inquinanti
supera facilmente ogni livello di controllo e anche il ruolo
di filtro biologico dato dalle piante cessa di essere
attivo, fino al punto che la concentrazione di materiali inquinanti
depositati sulle foglie mette in pericolo l'esistenza stessa
delle poche piante presenti (per incapacità di operare la
fotosintesi clorofilliana e per minore resistenza alle malattie
e agli attacchi parassitari).
Ma le piante hanno un ruolo importante anche nei riguardi
dell'inquinamento acustico ambientale, essendo in grado di
limitare così uno dei fattori che in modo più sensibile peggiorano
la qualità della vita, non solo dal punto di vista fisico,
ma anche psicologico.
In questo caso le piante agiscono attraverso la loro presenza
fisica in determinati contesti, laddove, per mezzo di opportuni
schermi vegetali, possono attuare un efficace filtraggio
dei rumori.
E' noto per esempio che disponendo lungo una via congestionata
dal traffico una barriera vegetale spessa pur solo una ventina
di metri ma bene integrata di arbusti e alberi (soprattutto
se a foglia larga), può abbattere fino a una decina di decibel
(dB), cioè, una discreta percentuale del rumore complessivo.
Naturalmente l'ideale per eliminare quasi del tutto l'inquinamento
acustico veicolare, sarebbe di porre in trincea le grandi
infrastrutture viarie, disponendo su scarpate opportunamente
ampie un piacevole coronamento di alberi ed arbusti, e optando
per rivestimenti di piante tappezzanti nei tratti liberi (anche
in modo da semplificare le operazioni di manutenzione altrimenti
richieste dalle superfici erbose).
g.z.
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