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ELEMENTI DI PEDOLOGIA
La pedologia è una disciplina scientifica che studia la
natura del terreno dal punto di
vista geologico-agrario. In tale ambito è stata stabilita
una nomenclatura qualitativa di uso botanico. I seguenti termini,
ricorrenti nella descrizione delle varie specie vegetali,
servono a descrivere le esigenze di ciascuna pianta per quanto
riguarda la natura del suolo.
Dal punto di vista agronomico il terreno può essere:
- fertile (ovvero ricco di humus),
- sterile (ovvero povero di humus),
- profondo (nel senso che permette un buon sviluppo
dell'apparato radicale entro lo strato biologicamente attivo
del suolo),
- fresco (ovvero umido),
- secco (ovvero arido),
- drenante (o permeabile, cioè privo di ristagni d'acqua
e piuttosto aerato),
- impermeabile (cioè, che rifiuta l'acqua, lasciandola
dilavare sulla superficie);
Dal punto di vista fisico il terreno può essere:
- compatto (o asfittico, o pesante, cioè con una forte
componente argillosa),
- sciolto (o leggero, cioè con una forte componente
sabbiosa),
- di medio impasto (ovvero dove i componenti sabbia,
limo e argilla sono in giusta proporzione tra loro),
- argilloso (componente argillosa superiore al 25%),
- sabbioso (componente sabbiosa pari almeno al 70%),
- ghiaioso/pietroso (componente di materiali con diametro
maggiore di 2mm superiore al 40%);
Dal punto di vista chimico il terreno può essere:
- calcareo (ovvero ricco di calcio),
- gessoso (ovvero ricco di gesso),
- acido (con Ph < 7),
- basico (o alcalino, con Ph > 7).
In generale il tipo di terreno ideale per la maggior parte
delle piante dovrebbe essere fertile, fresco, profondo e di
medio impasto.
Le caratteristiche più problematiche, ma relativamente correggibili,
sono l'eccessiva compattezza (che può dare luogo al ristagno
dell'acqua e alla conseguente asfissia dell'apparato radicale)
e l'eccessiva scioltezza (dove, al contrario, un esagerato
drenaggio, lasciando sfuggire tutta l'acqua per effetto della
permeabilità, causa anche un impoverimento del suolo per quanto
concerne gli elementi nutritivi). Nel secondo caso inoltre
si ha un debole ancoraggio dell'apparato radicale nel suolo,
fattore assai problematico per i grandi alberi in situazioni
di vento forte. Comunque questi tipi di suolo si possono correggere
in modo piuttosto stabile intervenendo con opportuni scoli
di drenaggio e/o sulla granulometria, ovvero apportando materiali
(sabbia laddove vi è troppa argilla, o viceversa) che tendano
a costituire un terreno di medio impasto.
Altre caratteristiche assai problematiche e difficili da
correggere, almeno in terreno libero (ché in vaso si possono
usare terricci specifici), sono l'acidità o la basicità, in
relazione al tipo di pianta. In terreno libero le eventuali
correzioni necessitano di un costante apporto, poiché le caratteristiche
originali del suolo tendono sempre a ristabilirsi nel tempo,
soprattutto a causa della pur necessaria irrigazione.
Eventualmente il fattore più compromettente in assoluto resta
comunque quello calcareo-gessoso. Si tratta infatti di una
caratteristica praticamente incorreggibile, la quale interessa
buona parte delle specie botaniche. Disponendo di un terreno
siffatto, non vi è altra scelta che optare per quelle specie
che si adattano a tale caratteristica. Segue una lista di
piante più o meno adattabili ai terreni calcarei.
g.z.
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